Anche questo Natale, come Presidente della Sezione Provinciale UNIMRI di Barletta-Andria-Trani, ho avuto l’onore e la gioia di coordinare la quinta edizione di “DoniAMO un Sorriso”, un’iniziativa nata nel 2020 insieme a quattro amici speciali: il Comm. Sebastiano Lavecchia, l’Uff. Francesco Paolo Maffei, il Cav. Tommaso Incantalupo e l’Avv. Donatella Paolillo. Quell’idea, nata davanti a un semplice caffè, è oggi diventata una tradizione che ogni anno cresce, unendo cuori e mani per un unico scopo: aiutare chi è in difficoltà.
Quest’anno, grazie alla generosità dei soci UNIMRI, delle associazioni locali, delle aziende, delle scolaresche, dei cittadini e del personale della Prefettura, abbiamo raccolto circa 20 quintali di derrate alimentari di prima necessità. Con il nostro “furgoncino solidale”, abbiamo trasportato tutto nel luogo di raccolta temporaneo in Via Vecchia per Canosa. Da lì, i beni sono stati confezionati in 105 scatole e distribuiti alle parrocchie e ai centri Caritas di Barletta, Andria, Trani e Canosa di Puglia, per sostenere tante famiglie in difficoltà.
Un gesto particolarmente significativo è stato destinare parte delle donazioni alla comunità di Andretta, in provincia di Avellino, attraverso il Rev. Don Salvatore Sciannamea. Questo contributo non solo ha sostenuto gli anziani e le famiglie indigenti del luogo, ma ha rappresentato un omaggio alla Regione Campania, terra d’origine del nostro Prefetto, S.E. Dott.ssa Silvana D’Agostino, e un segno di continuità con il lavoro svolto in passato dalla Prefettura di S.E. Dott.ssa Rossana Riflesso.
La solidarietà quest’anno ha toccato anche realtà che spesso restano nell’ombra: i senzatetto della litoranea di Ponente Pietro Mennea a Barletta e la Masseria “San Vittore”. Qui, grazie al progetto “A Mano Libera – SenzaSbarre”, Don Riccardo Agresti offre una seconda opportunità ai detenuti, coinvolgendoli nella produzione artigianale di taralli, simbolo di riscatto e reinserimento sociale. Un cartello presso la Masseria racchiude il senso profondo di questa esperienza:
“Questo è un luogo di misura alternativa al carcere dove è possibile il riscatto, il reinserimento sociale e la riconciliazione. Chiudere in cella la speranza significa non avere futuro per la società.”
I risultati di questa edizione, frutto della generosità di tanti, hanno portato sorrisi e speranza a numerose famiglie in difficoltà. In un periodo storico segnato da un drammatico aumento dei “nuovi poveri”, è nostro dovere non voltare lo sguardo dall’altra parte.
Come ripeto spesso: “Tanto dato da pochi NON è come poco dato da tanti.” Ogni piccolo gesto, fatto con amore, può fare una grande differenza. Questo Natale, ancora una volta, abbiamo dimostrato che insieme possiamo trasformare la solidarietà in un faro di speranza per chi ne ha più bisogno